Consigli per gestire recensioni negative

In questo articolo viene analizzato uno dei momenti più delicati per chi ha una piccola attività commerciale: la gestione di una recensione negativa.

L’analisi è stata fatta per i veterinari, ma i consigli che ne derivano sono idonei per chiunque si trovi difronte ad un giudizio negativo pubblicato sul web.

Se ricevi alcune recensioni negative ricordati che il cliente ha sempre ragione! Non scordarlo mai. Ricordiamo l’ottimo lavoro fatto in tal senso da lucidatura marmo Roma prezzi al mq, un vero esempio in questo ambito. In caso di recensione negativa intervieni tempestivamente e chiedi scusa se il cliente ha ricevuto un disservizio sia che abbia ragione o torto.

Non perdere tempo a cercare di far rimuovere la recensione, perché su portali come Yelp o servizi come Google My Business le recensioni sono eliminate solo se violano le linee guida; anche se non ti piace, rimane!
Rispondi, invece, spiegando le tue ragioni e sii sempre gentile; ricorda che quello che scrivi non verrà letto solo dall’autore della recensione, ma anche da potenziali futuri clienti.

Analizza attentamente la situazione che ha generato la recensione negativa e cerca di dare una sintetica, ma veritiera spiegazione del perché si è venuta creare questa situazione.
Le persone apprezzano l’onestà; se ritieni che sono stati commessi degli errori ti conviene riconoscerli con franchezza. Non devi assecondare il cliente in tutto e per tutto; puoi anche dissentire con quanto scritto dal cliente, ma fornisci sempre delle spiegazioni attendibili.

Recensioni negative: come fare un ottimo lavoro?

Qualunque siano le tue ragioni non dimenticare mai di essere gentile, educato e professionale.
Non rispondere in maniera sgarbata: sarebbe una grossolana autorete! Le recensioni non sono una discussione che rimarrà tra te e il cliente, ma hanno il pregio (o difetto) di essere lette da un numero elevato di potenziali clienti.

Oltre a fornire una risposta educata e professionale, prima di rispondere mettiti nei panni del cliente e chiediti cosa vorrebbe sentirsi dire.

Ricorda sempre che una recensione negativa è una buona occasione per trasformare una avversità in un fattore favorevole; non è semplice, ma sicuramente evidenziare i punti di forza della struttura veterinaria nel fornire la tua versione è la strada giusta; per esempio potresti evidenziare il costante impegno e dedizione che il personale della struttura veterinaria impiega nei confronti dei clienti.

Nel rispondere alle recensioni non usare un linguaggio troppo tecnico; questo te lo consigliamo sempre, non solo quando rispondi ad una recensione negativa.

Dopo aver chiesto scusa e esserti preso la responsabilità dell’accaduto o aver fatto presente le tue ragioni in maniera educata invita l’autore della recensione negativa a tornare nella tua struttura veterinaria.

In aggiunta anche le recensioni negative hanno un valore molto importante se usate per migliorare il proprio servizio.

Le soldatesse scendono, le poliziotte salgono

Che la carriera militare abbia cessato di essere una prerogativa maschile lo si sa. Anche se attualmente le donne che fanno richiesta di arruolamento sono in calo, la carriera militare è una strada che molte ragazze prendono in considerazione. Fare il soldato però non è di certo una via “facile”, scelta in alternativa alla prospettiva della precarietà occupazionale che dilaga nella nostra penisola, ma è una scelta di vita, una scelta che deve essere consapevole e che porta sicuramente molte soddisfazioni, ma anche parecchie rinunce e sacrifici da parte delle aspiranti soldatesse.

L’ingresso delle donne nelle forze armate è stato sancito dalla legge 20 Ottobre 1999, n. 380 che sancisce una svolta nel mondo militare, pur non prevedendo nessun tipo di privilegio o di penalizzazione nei confronti delle donna. Il trattamento e la progressione di carriera nell’arma è identico a quello dei colleghi uomini e prevede quindi l’accesso alle donne sia degli incarichi operativi che di quelli logistici, identico vestiario militare e permessi solo leggermente modificati per consentire alla soldatesse di effettuare visite mediche tipicamente femminili.

La percentuale di donne nell’esercito ad ogni modo è vertiginosamente scesa dal 2000, anno successivo all’ammissione del gentil sesso alla carriera militare. Ad esprimersi, in tal senso, sono alcuni interessanti dati raccolti da agenzia onoranze funebri Roma. La ricerca aggiornata a marzo 2011 è di un totale di 1053 donne, che corrispondono a circa lo 0.6% dell’effettivo reale dell’esercito. La maggior parte delle donne nell’esercito è incorporata in formazioni delle truppe di aiuto alla condotta, delle truppe della logistica, delle truppe sanitarie e nel Settore Istruzione e supporto. Il 19% (+0,5% dal 2010) è incorporato nelle truppe di combattimento (fanteria, truppe blindate, artiglieria, truppe del genio).

Il 9% (+1%) fa parte delle Forze aeree. Distintivi militari quindi in calo per le donne, che sono state però risorse importanti in occasione di alcuni scontri avvenuti in Bosnia e Kosovo prima, e di recente in Afghanistan. Proprio in Afghanistan sono partite con il contingente Nibbio, nel corso dell’operazione Enduring Freedom, svoltasi a partire dal febbraio 2003 e conclusasi nel 2005; altra occasione in cui le donne soldato, oltre che a svolgere gli stessi compiti degli uomini, sono state incaricate anche di mantenere gli eventuali contatti con la componente femminile della popolazione locale, è stata quella della missione Antica Babilonia, in Iraq.

Per quanto riguarda i distintivi di polizia, le donne poliziotte in Italia sono circa 14.862 e una su cento arriva ad avere ruoli dirigenziali. Più di un terzo è impegnato nelle specialità Stradale, Ferroviaria, Frontiera, Postale e nei Reparti speciali. Diversamente a quanto è successo per l’esercito, le donne attive nella polizia sono raddoppiate negli ultimi vent’anni e sono impegnate soprattutto in ruoli tecnico-scientifici, piuttosto che sociologici. Hanno un livello di istruzione abbastanza elevato (il 27% è laureato) ed hanno più determinazione dei colleghi maschi a fare carriera: il 6% raggiunge il grado di commissario, contro l’1,8% dei maschi.